Il Salone del libro di Torino.

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Difficile fare la sintesi di tutto quello che ho scoperto durante questa pienissima giornata al Salone del libro di Torino ! Ma ci provo :

  • Case editrici che non conoscevo o pochissimo : Terrarossa edizioni, basata in Puglia, di cui lo stile ironico presente nei segnalibri mi piace tantissimo !

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Ho comprato il libro di Osvaldo Capraro, Né padri né figli, e non vedo l’ora di scoprirlo.

CasaSirio editore, che si definisce pop, e che pubblica narrativa.

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Ma anche NN, 66TH and 2nd, minimum fax, Baldini e Castoldi, biancoenero, Henry Beyle, La nave di Teseo, marcos y marcos, Neri Pozza, L’orma (che pubblica Annie Ernaux)…

  • Incontri : su Primo Levi, una discussione un po’ deludente nel contenuto ma che mi ha dato voglia di leggere meglio l’opera di Levi; con Milena Agus, presentata e interrogata con entusiasmo e sensibilità da Paolo di Paolo : ho comprato Terre promesse, il suo ultimo romanzo che parla di immigrazioni, desiderio di fuga, felicità… Ha parlato dell’influenza sulla sua opera dei Fioretti di San Francesco e anche di Natalia Ginzburg, Pirandello.

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E’ come se noi venissimo al mondo con la nostalgia di un mondo perfetto. (….) E’ come se noi fuggissimo. (Milena Agus)

Infine un bellissimo incontro tra Annie Ernaux e il suo traduttore Lorenzo Flabbi, di cui ricordo queste parole :

Tradurre Annie Ernaux è una responsabilità ma anche una dannazione.

La traduzione è una testimonanzia di lettura.

Annie Ernaux non è una scrittrice elitista. E’ netta, precisa, asciutta.

Quando traducto Ernaux, mi sento una persona migliore.

Ogni pagina la spolveri da magiordomo.

Tradurre Ernaux è come tradurre della poesia.

  • Riviste o siti interessanti : Leggere tutti, un mensile sui libri che sembra interessante;

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una radio dedicata ai libri, Radio Libri; un blog realizzato da studenti sul Salone da scoprire qua.

Exposition « Sérénissime! Venise en fête, de Tiepolo à Guardi » au Musée Cognacq-Jay à Paris.

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Tiepolo, Le triomphe de Polichinelle, 1753-54, photo prise le 25 avril 2017.

J’aurais envie de dire que pour ce seul tableau, cela vaut le coup de visiter cette exposition! D’autant qu’il se trouve habituellement à Copenhague. La thématique de la fête, choisie dans ce parcours, explore tout autant la danse, la musique, que le théâtre et le carnaval. Les tableaux de Pietro Longhi sont des petites merveilles à ne pas manquer. Les Guardi, même vus mille fois, sont toujours un enchantement.

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Le Doge Alvise IV Mocenigo porté sur la place Saint-Marc, Francesco Guardi, 1775-77, Musée de Grenoble, photo prise le 25 avril 2017.

Le Musée Cognacq-Jay est un petit musée, que j’ai vraiment eu plaisir à découvrir; la collection permanente est consacrée au XVIIIème siècle et les Boucher, Fragonard, Hubert Robert, Greuze, Chardin valent le détour.

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La Vénitienne en zendale (châle croisé sur la poitrine et noué à la taille), Jean Barbault, photo prise le 25 avril 2017.

Exposition « Ciao Italia ! Un siècle d’immigration et de culture italiennes en France, 1860-1960 » au Musée de l’histoire de l’Immigration à Paris.

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Première salle de l’exposition.

C’est par cette ronde de Vespas que l’on est accueilli au début de l’exposition ! Le parcours est passionnant, très clair, instructif sur hier comme sur aujourd’hui ; il rappelle que l’immigration italienne ne se fit pas toujours facilement. Les différents points de vue, de la religion à la gastronomie, en passant par la presse, les arts, le sport ou encore le travail. offrent finalement une approche complète et complexe.

A voir jusqu’au 10 septembre 2017, toutes les informations ici.

« Macaroni ! » de Thomas Campi au dessin et Vincent Zabus au scénario.

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J’avais admiré le travail de Vincent Zabus dans Les Ombres, ici j’ai adopté d’emblée les couleurs chaudes, qui créent une atmosphère propice aux cauchemars du grand-père, aux colères du petit-fils, aux difficultés sentimentales du père. Il est question d’immigration italienne en Belgique, et d’une histoire qui ne s’est pas transmise jusque-là. C’est très réussi et touchant.

Ici pour feuilleter le début de l’album.

« Il matrimonio di mio fratello » di Enrico Brizzi.

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Anche questo romanzo mi è stato consigliato dal libraio Giovanni della Toletta a Venezia, ed è molto probabilmente una delle più belle letture che io non abbia mai fatto in italiano ! Di sicuro è il romanzo più lungo (500 pagine) mai letto da me in italiano. E’ semplicemente stupendo e difficile da lasciare : se umanamente possibile, l’avrei letto in una volta solo… Della storia direi solo che parla di una famiglia italiana, e della società nella quale evolve -anni 80 fino a oggi. Il punto di vista è quello del fratello Teo, ma in alcuni capitoli il punto di vista è più globale. Sono amori, progetti, speranze, tutto quello che fa una vita. Davvero bello !

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« Il desiderio di essere come tutti » di Francesco Piccolo.

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Consigliato dal libraio Giovanni della Toletta a Venezia, questo libro mi è piaciuto tantissimo. Per la semplicità dello stile che usa la ripetizione come ricerca dell’espressione del pensiero giusto. Questo libro piacerà a chiunque è interessato di politica e società italiana ma più generalmente da una riflessione sull’idea di purezza. Bello l’intreccio tra vita personale e vita pubblica. Insomma un testo molto sincero, e che fa riflettere.

I brani che mi sono piaciuti :

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Mimmo Jodice, fotografo che viaggia nel tempo.

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DVD comprato nel 2011 e guardato solo oggi ! Mimmo Jodice è un fotografo napoletano, che parla molto bene del suo lavoro, del suo modo di guardare la realtà. Cerca di viaggiare nel passato grazie alle sue foto. Voglia di tornare a Napoli.

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Serie « Vedute di Napoli », 1980.

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Le sue foto da ritrovare sul suo sito

« Romanzo di una strage » di Marco Tullio Giordana.

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Mi era piaciuto tantissimo La meglio gioventù e ho scoperto con curiosità in DVD Romanzo di una strage (2012) : forte, complesso, e sconvolgente. Lo spettatore capisce a poco a poco che l’inchiesta sarà finalmente impossibile, teme per il commissario Calabresi (stupendo Valerio Mastandrea). Pazzesco pensare che la verità non c’è mai stata su questo attentato…